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Opere di Filippino Lippi

"Pala dell'Udienza"


Filippino Lippi, "Pala dell'Udienza"

Il commento
di Jonathan Katz Nelson

Autore: Filippino Lippi (Prato 1457 - Firenze 1504)

Titolo: "Pala dell'Udienza, Madonna col Bambino e i Santi Stefano e Giovanni Battista" (1502-1503)

Caratteristiche: Tempera grassa su tavola, cm 132 x 118

Ubicazione: Prato, Museo Civico, inventario 1324


Il commento di Jonathan Katz Nelson

Il dipinto, in cattive condizioni per diffuse lacune e abrasioni in tutte le figure principali, fu restaurato al tempo in cui scrivevano Cavalcaselle e Crowe (1896) e successivamente, nel 1910 da Domenico Fiscali, nel 1953 da Leonetto Tintori e nel 1989 da Giuseppe Rosi (MANNINI 1995). Piacenti (in LA NATIVITÀ DI FILIPPO LIPPI 1995, p. 50) faceva notare il pentimento nella mano del Battista, visibile a causa della lacuna sulla veste, che lascia scoperta l'imprimitura con il segno originale tracciato da Filippino.
Proveniente dalla Sala dell'Udienza del Palazzo del Comune di Prato, la tavola centinata riporta sulla sua cornice originale l'iscrizione: «VT MEVS HIC NATVS IVSTVS SERVATE FREQUENTER SIC VOS IVSTITIAM PAVPERIBVSQVE PII A. D. MCCCCIII». Le vicende della commissione della tavola sono ben documentate (DI AGRESTI 1966). Il 19 gennaio 1502 gli “Otto” deliberavano di stanziare dei fondi per la realizzazione di una «tavola di legno a forma di emiciclo», da collocare ne «la Udienza nuova del palazzo», facendo seguito a una decisione presa già un decennio prima (22 gennaio 1492) e rimasta fino ad allora senza esito. Il 26 gennaio 1502 un certo Antonio Vannocchi de' Rochis faceva notare all'assemblea come per assicurarsi un dipinto di pregio fosse il caso di rivolgersi a un artista qualificato, «per tal motivo, essendo Filippino di Firenze un egregio pittore e considerato che fu allevato nella Terra di Prato e che stima ed ama questa nostra città […] gli sembra che la pittura di detta tavola venga a lui data e concessa». Così il pittore ottenne la commissione per essere non solo famoso ma principalmente considerato dagli “Otto” del Comune, particolarmente legato alla città di Prato. Il 10 giugno successivo riceveva dieci fiorini per l'acquisto dell'oro e dell'azzurro oltremarino, e il saldo di venti fiorini il 28 aprile 1503. La tavola fu completata in una delle sue due botteghe fiorentine e, forse volendo ricambiare la fiducia accordatagli e riconoscendo l'onore che la commissione rappresentava per lui, accettò di accollarsi le spese per il trasporto a Prato della pala, facendo risparmiare al Comune due fiorini.


Bibliografia
VASARI [1550] 1986, III, p. 562; VASARI [1568] 1906, III, pp. 465-466; BORGHINI [1584] 1969, p. 359; CROWE - CAVALCASELLE 1864, p. 447; GUASTI 1888, pp. 56-61, 113-122; CAVALCASELLE - CROWE 1896, pp. 63-64; SUPINO 1904, pp. 188-189; KONODY [1908], pp. xvi, xxii; VENTURI 1911, p. 674; GRONAU 1929, p. 269; VAN MARLE 1931, p. 352; BERENSON 1932a, p. 286; MENGIN 1932, pp. 206-207; SCHARF 1935, pp. 8, 72-73, 97-98, 109 n. 42; NEILSON 1938, pp. 169-173; SCHARF 1950, pp. 42, 57 n. 133; BERTI - BALDINI 1957, p. 96 n. 88; DI AGRESTI 1966, pp. 91-109; MANNINI 1990, n. 21; BERTI - BALDINI 1991, pp. 105, 226; MANNINI 1991, pp. 22-26; FILIPPINI 1994, pp. 77-80; M. P. Mannini, in LA NATIVITÀ DI FILIPPO LIPPI 1995, pp. 66-67 n. 16; NELSON 2004c, n. 63.

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