salta la barra Po-Net  Cultura a Prato  Filippino Lippi  Opere  Madonna col Bambino
 
 indietro
Opere di Filippino Lippi

"Madonna col Bambino e san Giovannino"


Raffaellino del Garbo, "Madonna col Bambino e san Giovannino"

Il commento
di Rita Balleri

Autore: Raffaellino del Garbo (San Lorenzo a Vigliano, Firenze circa 1466 - 1524)

Titolo: "Madonna col Bambino e san Giovannino"

Caratteristiche: Tempera su tavola, diametro cm 113,5

Ubicazione: Prato, Museo Civico, inventario 1322


Il commento di Rita Balleri

L'opera realizzata su tavola circolare è inserita in una cornice ottocentesca riccamente festonata e percorsa da un motivo a ovoli. Solamente all'inizio del secolo scorso fu riconosciuta l'autografia a Raffaellino del Garbo (GAMBA 1907, pp. 104-106), viste le vicinante stilistiche con la tavola della collezione Toscanelli di Pisa (M. P. Mannini, in MANNINI 1990, p. 88).
Secondo le informazioni tramandateci dal Vasari, Raffaello de' Carli detto Raffaellino del Garbo, fu allievo di Filippino Lippi con il quale collaborò nell'ultimo decennio del Quattrocento alla realizzazione del ciclo di affreschi per la cappella Carafa in Santa Maria Sopra Minerva a Roma: «et aveva preso Raffaello in tal modo la maniera di Filippo che pochi la conoscevano per altro che per la sua» (VASARI [1568] 1906, vol. IV, p. 235). Intorno al 1493-1495 lo stile di Raffaellino si distacca dai nevosi linearismi del maestro, per acquisire un calmo equilibrio compositivo, come è visibile nella volta della cappellina laterale (BERTELLI 1967, pp. 189-195; PADOA RIZZO 1977, pp. 173-175; BARTOLI 1987, vol. II, p. 817; GOLDNER - BAMBACH 1997, pp. 338-358) sempre in Santa Maria Sopra Minerva, così descritta dal Vasari: «Nella Minerva, intorno alla sepoltura del Cardinal Caraffa, v'è quel cielo della volta tanto fine, che par fatto da miniatori» (VASARI [1568] 1906, vol. IV, p. 235). Il decorativismo e le figure ancor filippinesche nello stile, ma private della loro caratteristica concitazione espressiva, alludono a una svolta di Raffaellino verso un'influenza umbra derivata da Pinturicchio e Perugino, che negli anni Ottanta del Quattrocento avevano lavorato nella Cappella Sistina a Roma.
A questa fase matura di Raffaellino va riferita la tavola della Madonna col Bambino e san Giovannino del Museo Civico di Prato, dove sono visibili nell'equilibrata composizione delle figure, nella pacata calma dei volti e nel paesaggio sullo sfondo elementi perugineschi che si intersecano con lo stile fiorentino di artisti quali Lorenzo di Credi e Piero di Cosimo. A tal proposito e per le vicinanze stilistiche con l'Incoronazione della Vergine del Louvre, eseguita nel 1511 per la chiesa fiorentina di San Salvi, l'opera può essere datata intorno al 1511. La provenienza e la committenza rimangono però sconosciute, poiché è stata acquistata nel 1557, cioè dopo trentatré anni dalla morte dell'artista, per arredare il Palazzo Comunale di Prato. Dato il tema dell'incontro apocrifo di san Giovannino con Gesù Bambino (i due si incontrano solamente quando ancora erano nel ventre delle rispettive madri e in età adulta nel deserto), assai frequente nei quadri di devozione privata di ambito fiorentino (G. Cornini, in BOTTICELLI E FILIPPINO 2004, p. 30), è probabilmente da ritenersi un'opera eseguita per ambienti domestici, quali la camera da letto.
La Madonna seduta su un parapetto sorregge il Bambino che tiene tra le mani un libro, mentre da sinistra incede in atto di preghiera il Battista bambino con già gli attributi del predicatore nel deserto (la pelle e la croce astile) (KAFTAL 1965, p. 602). La scena che si svolge in primo piano sopra un muretto allude, probabilmente, al passaggio dall'Antico al Nuovo Testamento. Il san Giovannino, arretrato rispetto al gruppo della Vergine col Bambino, rappresenta il “primo Messia” (Antico Testamento) che nel deserto presenta Cristo al popolo come unico Messia (Nuovo Testamento) e in effetti il libro aperto dal Gesù Bambino potrebbe riferirsi alle Sacre Scritture del Nuovo Testamento. Pur di marcata estrazione peruginesca, nel suo senso atmosferico il paesaggio sullo sfondo mostra ancora l'influenza del tardo Filippino nel luminoso paesaggio del fondo.

Bibliografia
BALDANZI 1840; GUASTI 1888, pp. 62-63; GAMBA 1907, pp. 104-106; M. P. Mannini, in MANNINI 1990, p. 88 (con bibliografia precedente).


 indietro  inizio pagina
Logo Po-Net