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Filippino Lippi a Prato

di Paola Grifoni

Nel quinto centenario della morte di Filippino Lippi, il Museo Civico di Prato, in collaborazione con le principali istituzioni cittadine e con le Soprintendenze, dedica una mostra “al bellissimo ingegno di Filippino” e ai riflessi della sua arte nell’area pratese.
La mostra, ideata e curata da Maria Pia Mannini, si svincola dalla ritualità del centenario per proporre una articolata rilettura critica delle opere di Filippino Lippi tuttora a Prato, dagli esordi presso la bottega paterna per giungere a una rivisitazione storico-artistica del suo lascito nel territorio e concludersi con un’antologica rassegna della fortuna critica del pittore nei secoli. Dunque, non solo la mostra nelle Antiche Stanze di Santa Caterina, ma un itinerario che si snoda per tutta la città di Prato: dal Museo di Pittura Murale, dove è stato recentemente rimontato il Tabernacolo di Mercatale, alla cattedrale di Santo Stefano, dove è possibile vedere direttamente dai ponteggi gli affreschi del padre fra Filippo suo primo maestro, al Museo dell’Opera del Duomo e, ancora, alla Chiesa dello Spirito Santo, nonché al Conservatorio di San Niccolò, ove restano le testimonianze ad affresco e su tavola dei seguaci. Dalla città l’itinerario, documentato nei saggi del catalogo, si estende al territorio, alla villa medicea di Poggio a Caiano, dove Filippino Lippi ha affrescato la Morte di Laocoonte, alle pievi del contado dove si possono cogliere nei pittori locali gli echi del suo linguaggio.
Come responsabile dell’Ufficio Statale preposto alla tutela mi preme sottolineare come la mostra si configuri inoltre come un concreto momento di recupero e salvaguardia dei beni storico-artistici pratesi, in quanto, in vista dell’esposizione, il Comune di Prato ha promosso per tutte le opere bisognose, indipendentemente dalla proprietà, un’organica campagna di restauri di varia entità, coordinati e seguiti dal funzionario di zona della Soprintendenza Cristina Gnoni.
L’omaggio a Filippino si caratterizza quindi, nonostante i tempi brevi, per la forte partecipazione delle diverse istituzioni, il Comune in primis, la Curia Diocesana, la Provincia, le Soprintendenze, tutti protagonisti di un progetto unitario, nella continuità di quella positiva “cooperazione” necessaria per la conservazione e la valorizzazione del patrimonio culturale.

Paola Grifoni
Soprintendente reggente per i Beni Architettonici e per il Paesaggio e per il Patrimonio Storico-Artistico e Demoetnoantropologico delle Province di Firenze, Prato e Pistoia


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